Archivio della categoria: Articolo

Olev, i primi veicoli elettrici che ricevono energia dalla strada

corea__ecco_olev__i_primi_veicoli_elettrici_che_ricevono_l_energia_dalla_strada_9471olev__i_primi_veicoli_elettrici_che_ricevono_l_energia_dalla_strada_4041 olev__i_primi_veicoli_elettrici_che_ricevono_l_energia_dalla_strada_4879 Non hanno bisogno di fermarsi per la ricarica e annullano i tempi di attesa.Il full electric del futuro è già realtà in Corea del Sud ….

…. Comodo come un autobus ed elettrico come un tram, ecco Olev, l’Online Electric Vehicle, il mezzo pubblico del futuro. Sviluppato dal coreano KAIST (Korea Advanced Institute of Science and Technology) realizza un sogno comune a tutti gli ecologisti: avere un veicolo completamente elettrico che non ha bisogno di fermarsi per la ricarica.

Olev infatti riceve l’alimentazione attraverso la SMFIR, Shaped Magnetic Field in Resonance, una nuova tecnologia introdotta da KAIST che permette ai veicoli di alimentarsi attraverso il manto stradale. Il funzionamento è semplice: i cavi interrati sotto la strada creano dei campi elettromagnetici che vengono captati dai ricevitori installati sotto la scocca degli autobus e convertiti in elettricità. Il bello è che per far andare il veicolo non serve rifare l’intera strada ma coprire dal 5 al 15 per cento del percorso.

Anche lo scotto di intervenire fisicamente sul manto stradale è ricompensato non solodall’annullamento dei tempi di ricarica ma anche dalla possibilità di montare sul mezzo una batteria grande un terzo di quelle presenti sulle attuali vetture. Così insomma si risparmia spazio, denaro ed eventuali costi di smaltimento. I campi generati poi sono in linea con gli standard internazionali e non hanno alcun effetto negativo sulla salute umana.

Al momento due Olev sono in via di sperimentazione nella città di Gumi, dove dal 6 agosto copreno il percorso di 24 chilometri che separa la stazione ferroviaria alla città di In-dong. L’obiettivo però non è questo: la città sta già guardando avanti e si propone di aggiungere altri dieci mezzi entro il 2015, una sfida che speriamo venga estesa anche ai nostri lidi.

( da http://www.wired.it )

Il bar come una foresta di bambù

bar-foresta-bambu-a Kontum Indochine Café è un bar in bambù parte di un complesso alberghiero lungo il fiume Dakbla, nella città di Kontum, in Vietnam: è adiacente al Dakbla Bridge, ed è utilizzato comecaffetteria per la colazione, la cena ed il tè per gli ospiti dell’hotel, oltre che come sala banchetti semi-esterna per le cerimonie nuziali. L’edificio principale ha pianta rettangolare, ed è circondato da un lago artificiale poco profondo. Tutte le facciate sono aperte verso l’esterno:

la facciata sud si affaccia sulla strada principale lungo il Dakbla River, la parte est verso la strada di servizio, quella ad ovest su un ristorante appartenente al complesso alberghiero e il nord alla cucina annessa. Fornendo ombra sotto il tetto di bambù e massimizzando il flusso d’aria fresca attraverso la superficie dell’acqua del lago, lo spazio interno a cielo aperto opera con successo anche in un clima tropicale, senza necessità di utilizzare aria condizionata. Il tetto è coperto da pannelli di plastica rinforzati con fibre e paglia. I pannelli sintetici traslucidi sono in parte esposti nel soffitto per fornire luce naturale al centro profondo dello spazio sotto il tetto.

bar-foresta-bambu-b bar-foresta-bambu-c bar-foresta-bambu-d bar-foresta-bambu-e

Il tetto dell’edificio principale è sostenuto da una struttura di bambù puro composta da 15 unità a forma di cono rovesciatoLa forma è ispirata dal cesto tradizionali vietnamita per la pescache si restringe gradualmente dall’alto verso la base. La struttura così generata è aperta, e massimizza il flusso del vento nell’edificio durante l’estate, mentre è in grado di resistere a dure tempeste durante la stagione ventosa.

Le colonne di bambù creano un rivestimento interno che dà l’impressione di essere in una foresta di bambù. Il progetto si propone di utilizzare il bambù in edilizia, rispettandone la natura e le caratteristiche, creando uno spazio unico.

Per realizzare Kontum Indochine Café sono stati utilizzati metodi di trattamento tradizionali, come l’immersione nel fango ed il fumo di essiccazione, ed una bassa tecnologia, fatta di dettagli comuni, come chiodi ratten e legatura; tutti gli elementi per il fissaggio sono in bambù e non in acciaio. Le colonne di così realizzate sono state realizzate come prefabbricati prima della loro erezione, per raggiungere la qualità e la precisione adeguata.

Il progetto, firmato da Vo Trong Nghia Architetti è stato pensato senza pareti, per  permettere una vista ininterrotta del  paesaggio circostante.

( Articolo preso da “architetturaecosostenibile.it” )